Assertività: la parola d’ordine per la tua comunicazione

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5 consigli per portare assertività nella comunicazione del tuo personal branding.

Una dei momenti più belli nel lavoro di un consulente in personal branding è rispondere alle domande dei miei interlocutori. Se è vero che questa disciplina aiuta a distinguersi dalla massa, distaccando il proprio valore, uno dei quesiti più frequenti è:

“come faccio a convincere gli altri a scegliermi?”

Senza addentrarmi in troppi tecnicismi, sono solito invitare il mio interlocutore a riformulare la domanda, utilizzando un verbo differente da ‘convincere’. La forma più giusta sarebbe:

“come faccio a persuadere gli altri a scegliermi?”

Sinonimi ma non troppo

Spesso utilizzate come sinonimi, persuasione e convinzione sono due termini che nascondono sfumature diverse. Il convincimento nasce da una ferrea contrapposizione attraverso la quale portiamo l’altro a compiere una scelta. Spesso chiusa e senza alternative. La persuasione, invece, è seduzione dialettica. È portare dolcemente l’altro ad un punto d’incontro senza forzature.

Banalizzando potrei dire che chi fa personal branding persuade, mentre chi fa il semplice venditore, convince.

Ma come si fa, dunque, a persuadere gli altri?

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La parola magica

Molto dipende dal nostro atteggiamento. Bisogna inglobare nel proprio vocabolario una nuova parolina magica, non molto conosciuta: assertività.
No, non si tratta di un’arte marziale né di una nuova religione. Secondo il dizionario Garzanti, con il termine “assertività” si indicano l’insieme delle abilità cognitive e comportamentali che consentono a un soggetto di affermare la propria personalità senza cadere in comportamenti passivi o aggressivi.

in medio stat virtus

Può essere quindi considerata come una terza modalità comunicativa collocabile tra i due estremi comportamentali più comuni: l’aggressivo ed il passivo.
Chi comunica in maniera aggressiva ignora le opinioni altrui e cerca costantemente di prevaricare e convincere l’altro. Chi si relaziona in maniera passiva evita i conflitti e tenta sempre di compiacere l’interlocutore evitando insicurezze e sensi di colpa.
Una persona assertiva, invece, è partecipe, aperta al dialogo, votata all’empatia (ne abbiamo parlato in questo articolo) e naturalmente predisposta a farsi valere con la persuasione, orientando così le scelte altrui.

c’è chi dice no

Non bisogna pensare che l’essere assertivi significhi essere eccessivamente “morbidi” nel relazionarsi. Tutt’altro.
L’assertività è la comunicazione ideale per difendere a gran voce i tuoi diritti. Ad esempio, torna molto utile quando dobbiamo rivendicare il sacrosanto diritto a dire ‘no’.
Esternare un rifiuto per molti è complicato, quasi impossibile. Ma se non ci sentiamo adatti per un lavoro, se crediamo di non poter svolgere al meglio un determinato compito, oppure se semplicemente ci sentiamo costretti a svolgere mansioni che non riteniamo allineate con il nostro personal brand, l’assertività corre in nostro aiuto.

Ti permette di trovare un comportamento equilibrato e costruttivo che ti fornisce l’opportunità di difendere i tuoi diritti sempre nel pieno rispetto dell’altro.

Ma come si diventa assertivi? Ovviamente non si deve lasciare spazio all’improvvisazione. Sarà necessario fare molta pratica. Lasciando agli psicologi approfondimenti ben più corposi, posso, estremizzando al massimo, individuare 5 consigli per rimodulare la tua comunicazione ed avvicinarla così alle vie dell’assertività. Ovvero:

1. Pretendere rispetto e mostrare rispetto

2. Chiarire la tua scala di valori

3. Imparare ad ascoltare

4. Difendere le tue idee ed i tuoi diritti

5. Comunicare con onestà e sincerità

Possedere uno stile comunicativo assertivo può rafforzarci notevolmente nella gestione del rapporto con l’altro, incrementando la nostra efficacia e, di riflesso, consolidando leve portanti come l’autostima e la fiducia.

Vale la pena approfondire non credi?

Marco Tomasone

 

 

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