Resoconto (semi)serio del Napoli WebUpdate 2016

Sabato 19 Marzo è stato il mio compleanno. Tuttavia non è per questo motivo che il giorno della festa del papà risultava da tempo segnato in rosso sul mio calendario. Quel cerchietto cremisi calcato più volte, doveva ricordarmi un appuntamento particolare cui non potevo assolutamente mancare: il WebUpdate 2016 di Napoli.

Il WebUpdate (per gli amici WUD) è, per citare le parole del suo organizzatore Alessandro Mazzù, un momento in cui Napoli si trasforma da Cenerentola italiana del marketing in protagonista dell’innovazione.

Dando uno sguardo ai nomi coinvolti si capiva quanto fosse calzante questa definizione. Location di lusso, tre sale dedicate ai principali ambiti del web (social, e-commerce e SEO) e, per l’appunto, numerosi relatori che definire di primo piano sarebbe riduttivo.

è tardi, è tardi, è tardi!

Come il bianconiglio di Alice nel Paese delle meraviglie, parto di casa praticamente all’alba. La location (palazzo Alabardieri) è nel cuore della città. La raggiungo in poco più di dieci minuti. Troppo presto. Il buon Alessandro Mazzù è in piena attività, curando gli ultimi dettagli in modo che tutto fili liscio. Non è il caso di star lì tra i piedi. Mi faccio un giro per il centro e riscopro quanto fosse bella Napoli di primo mattino. Senza affanni, senza rumori di fondo. Una bellezza fugace che puoi cogliere solo in queste fasi del giorno.

Dopo una quarantina di minuti mi riaffaccio nella hall di palazzo Alabardieri. E’ già cambiato tutto.
La stanza pullula di gente. C’è chi si accredita, chi si abbraccia e chi ancora non ha deciso su quale area concentrarsi. Io, manco a dirlo, metterò radici nella sala uno; quella dedicata a social media e personal branding.

Essendo praticamente il primo a varcare la soglia della sala, posso scegliermi il posto migliore. La mia religione mi vieta la prima fila, quindi opto per la seconda.

Claudio Gagliardini e il Molise.

Il primo a scendere in campo è un pezzo da novanta: Claudio Gagliardini. Esperto di web-marketing, formatore e co-fondatore di seidigitale.com ci parla dell’affascinante ossimoro rappresentanto dal Social Media Marketing. Ci ricorda come i social media, in realtà, non siano strumenti di marketing; mentre quest’ultimo contrasta la conversazione, i social sono essenzialmente dialogo e confronto. Urge nuovo approccio. Intervento brillante, simpatico, che scivola via liscio e senza intoppi. Arricchito dalla memorabile definizione di Google+ visto come “il Molise dei social”Applausi.

Batgirl e le metriche.

Mentre la sala ancora se la ride per la definzione di Gagliardini, ecco che arriva Valentina Vellucci, esperta di Social Metrics e di Batman (così come ci ricorda la sua particolarissima gonna). La bella Valentina ha il duro compito di rendere gradevole uno speech dedicato a numeri e sistemi di misurazione. Roba tosta.
Ammetto che nei primi minuti ho avuto la forte tentazione di scaraventarmi fuori dalla finestra. Ma non era il caso. Non potevo. Non c’erano finestre.

Poi, però, Valentina risale la china e cattura tutti con la sua parlantina incalzante e musicale, tra napoletano, marchigiano e bolognese. Supereroina.

Rock ‘n’ roll!

Si spengono le luci. Due fari a occhio di bue illuminano il palco danzando da destra verso sinistra. Un effetto fumo si leva da dietro le quinte, mentre risuonano le note di Rock and roll all nite dei Kiss. Quelli delle prime file si sentono male e vengono portati via su carrelli portavivande. La gente urla, l’emozione è alle stelle. Eccoli: Riccardo Scandellari e Rudy Bandiera live on stage!

Ecco, questo, più o meno, era il mio stato d’animo quando il dimanico duo di NetPropaganda si è palesato. Davanti a queste due rockstar del web non ho resistito alla tentazione di un selfie. Cimelio che pubblico qui di seguito, fiero e tronfio, noncurante del mio faccione inebetito.

Io con le "rockstar" Skande e Rudy Bandiera.

Io con le “rockstar” Skande e Rudy Bandiera.

La facilità con cui Skande e Bandiera riescono a trasmettere idee e concetti è disarmante. Ci parlano di personal branding, ci fanno capire cos’è e come si deve fare. Riescono a convincerci su tutto. Persino che Gasparri è simpatico. Leggendari.

Fine primo tempo, si va in pausa pranzo.
La rustichella consumata fugacemente nella vicina Feltrinelli, inizia subito un corso intensivo di zumba nel mio stomaco. Le chiedo di smettere. Per fortuna mi ascolta.

E’ un lavoro sporco, ma qualcuno deve pur farlo.

Vado a leggermi il nome del prossimo relatore. Nicola Carmignani. Subito mi sta simpatico “a prescindere” come direbbe Totò. A lui spetta l’ingrato compito di riprendere il filo dopo l’esaltante esibizione del dinamico duo Skande-Bandiera. Non cosa facile. Anzi, sfida durissima. Toto Cutugno dopo gli U2. Gabriel Garko dopo Robert De Niro. Un’impresa ancora più proibitiva se si considera lo spauracchio dell’abbiocco post-prandiale di cui tutti (almeno una volta nella vita) siamo stati vittime. Ma Nicola è bravo. Sicuro. Determinato. Ignora qualche svenimento stile Fantozzi durante la proiezione della corazzata Kotiomkin, e va dritto per la sua strada raccontandoci con dolcezza le meraviglie e le potenzialità di Instagram. Stoico.

Danza classica e taekwondo.

Il tempo stringe e si passa subito allo speech successivo. Cinzia Di Martino fai il suo ingresso in scena. L’avevo notata già poco prima quando faceva riscaldamento tipo Balotelli in procinto di entrare nel derby Milan-Inter. La cosa bella è che ha continuato a muoversi anche durante il suo intervento. Tra un arabesque ed una mossa di taekwondo, alla fine ci ha quasi rimesso un menisco, ma ha letteralmente stregato la platea. Il suo intervento dedicato a Pinterest (che non è il fratello sfigato di Instagram) è stato a dir poco coinvolgente, divertente e ricco di spunti. Rivelazione.

Influencer e ipnosi.

La platea è ancora stordita dalla carica di Cinzia (mi dicono l’abbiano dovuta strappare di forza ai fan che volevano portarsene a casa un pezzetto) che tocca a Matteo Pogliani. Matteo ha il delicato compito di sostituire Salvatore Russo, costretto al forfait. Compito ingrato anche perchè quasi tutte le slide della presentazione recavano il bel faccione di Russo in primo piano. Poco male. Come Messi (ma un Messi molto, molto più alto) dribbla le difficoltà iniziali e ci accompagna in un viaggio affascinante alla scoperta degli influencer e dell’arte di fare blogging. Non contento organizza una seduta di ipnosi collettiva riuscendo a convincerci che Google+ merita una possibilità. Oggi chi vi scrive ha un suo account anche su G+. Mago.

Bene, bravi, bis.

L’esperienza del Webupdate 2016 è stata davvero piacevole. Grandi complimenti al già citato Alessandro Mazzù e a tutto lo staff della Scuola di Web Marketing per aver dato vita ad un evento tanto stimolante quanto interessante. Il WUD 2016 dimostra come la forza di volontà, la passione e la caparbietà possano far raggiungere grandissimi risultati. Sempre. Bene, bravi, bis!

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