Perchè Obama si e Renzi no?

Qualche giorno fa Rudy Bandiera (se non lo conoscete mettetevi nell’angolino per cinquanta minuti e poi andate ad informarvi su Google) ha sottolineato in un suo video come questa sia l’epoca della comunicazione informale. Nel suo video ci parla di un Barack Obama che, anziché recitare in forma tradizionale un suo discorso, ricorre all’aiuto di un rapper. L’artista imbeccato da parole chiave passategli attraverso dei cartoncini dal numero uno della casa bianca, “canta” il discorso presidenziale in una performance freestyle. Tutto molto bello. Innovativo. Informale.

rapper

Obama e Lin-Manuel Miranda che recita freestyle il suo discorso.

Ovviamente il video è diventato subito virale e la popolarità di Obama ha subito un’ennesima spinta verso l’alto.

L’epoca in cui viviamo ci impone una rimodulazione del nostro modo di comunicare.
Il cliente finale, il consumatore, il semplice fruitore, non sono più entità passive, spettatori più o meno attenti cui propinare dall’alto un discorso o un messaggio promozionale. Le dinamiche sono cambiate e l’insieme cliente-consumatore-fruitore è parte attiva della comunicazione stessa. La guida, la plasma, la giudica.
Chi non ha capito questo rischia seriamente di collassare sotto la sua imperturbabilità ai cambiamenti.

non si butta via niente

Subito dopo aver visto il video di Rudy Bandiera, la mia mente si è imbizzarrita, galoppando alla ricerca di un’immagine ben precisa: Renzi da Maria De Filippi vestito da Fonzie.

comunicazione_informale

Matteo Renzi ospite ad Amici di Maria De Filippi

Il mio cervello, accumulatore seriale che non butta via niente, ha scavato tra reperti etichettati come “possibilmente da dimenticare”, ritenendo quel momento un tentativo interessante di comunicazione informale.
Ma come mai se lo fa Obama funziona, mentre se lo fa Renzi si rasenta il ridicolo? Perchè il primo genera consensi (virtuali e non), mentre il secondo sberleffi e risatine (virtuali e non)?

Giuliano ferrara in spandex

Mettendo da parte ogni connotazione tecnica sul linguaggio adoperato (lascio simili valutazioni a persone ben più qualificate di me), ho analizzato “alla moviola” la performance del presidente del consiglio, valutandola per quella che è: un discorso ad un pubblico di giovani fatto durante una trasmissione televisiva.

La prima cosa che salta all’occhio è l’abbigliamento. Renzi si presenta vestito in un modo strano. Palesemente costruito. Il giubbettino di pelle nera che dovrebbe rimandare ad un’idea di dinamismo e ribellismo, sta ai giovani d’oggi come la tutina di spandex sta a Giuliano Ferrara.

Il capo del governo mette le mani in tasca, poi le toglie, alza il pollice in segno di approvazione, fatica a trovare una posizione sul palco. Dice cose belle seppur dannatamente banali (coltivare la speranza, il talento, realizzare i propri sogni) ma ha un grande difetto: non è credibile. Tenta di usare, di punto in bianco, un canale che non gli appartiene, con un pubblico che non è il suo.

“Yes we can”. Maybe…

Obama ha costruito tutta la sua storia politica sulla comunicazione informale ed innovativa. Dalla grafica dei manifesti elettorali ai video di vita quotidiana, dalle partite di basket fino alle comparsate nei più svariati programmi televisivi. Ultimamente lo abbiamo persino visto cibarsi di bacche e carcasse di salmone nello show Running Wild di Bear Grylls.

Questo per dire che adottare uno stile informale di comunicazione non è cosa semplice. Richiede tempo e impegno. Il pubblico va sin da subito educato a questo canale, altrimenti lo si disorienta finendo con il vanificare ogni sforzo ottenendo persino effetti collaterali indesiderati.

Il presidente Obama in compagnia di Bear Grylls

Il presidente Obama in compagnia di Bear Grylls

Se è decisamente auspicabile anche nel nostro Paese un forte incremento della comunicazione informale (non solo a livello istituzionale), sarebbe altrettanto consigliabile una minore approssimazione nella stessa. Comprendere il proprio pubblico, scegliere il tono di voce più adatto e coinvolgere diversi media nel processo sono, a mio avviso, gli elementi determinanti per avviarsi con successo verso questo nuovo modo di comunicare. Andare controcorrente come i salmoni sarebbe rischioso. Obama potrebbe mangiarvi.

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