5 atteggiamenti tipici degli utenti social.

Quando promuoviamo il nostro brand attraverso l’elaborazione di contenuti online dobbiamo calibrare le nostre aspettative sul pubblico che ci segue o, per meglio dire, sugli atteggiamenti che esso riserva alle sollecitazioni proposte.audience-945449_960_720

Se, ad esempio, un determinato post su Facebook non ottiene la quantità di “mi piace” auspicata, o se un video su Youtube non diventa sufficientemente virale, non è detto che la colpa sia da imputare alla qualità del contenuto. Potremmo piuttosto pensare che la nostra comunità sia composta prevalentemente da portatori latenti di opinione. Ovvero da utenti che, come ricorda Michele Rinaldi nel suo libro Come essere un brand 2.0,

“per pigrizia, diffidenza ecc. non si lasciano coinvolgere appieno dalle aziende, ma non è detto che nel mondo reale non possano riportare ciò che vedono e leggono durante la loro vita sui social.”

Questo tipo di atteggiamento non è il solo classificabile nel mondo degli utenti dei principali social media. Secondo uno studio Doxa, sono ben cinque le tipologie comportamentali chiaramente distinguibili. Ovvero:

  1. Atteggiamento interpretativo. E’ quello tipico del 25% degli utenti. Sono coloro che si interessano maggiormente ai contenuti, commentandoli e condividendoli. Aumentano la viralità delle proposte del brand.
  2. Atteggiamento ludico. Proprio del 23% degli utenti. Ovvero di quelli che usano i social media quasi esclusivamente per rilassarsi. Giocando, ascoltando musica e vedendo video. Incidono sulla viralità dei contenuti solo se rientrano in attività ludiche.
  3. Atteggiamento pragmatico. Il 23% degli utenti si comporta in maniera “asettica” nei confronti delle sollecitazioni del brand. Leggono, ma non commentano nè condividono. Non incidono in alcun modo sulla viralità dei contenuti.
  4. Atteggiamento sociale. È quello che vale per il 18% degli utenti. Qui troviamo tutti coloro che utilizzano i social media solo per fare nuove conoscenze o rimanere in contatto con i propri amici. Non incidono in alcun modo sulla viralità dei contenuti.
  5. Atteggiamento ostentativo. La quota più bassa della classificazione, ma paradossalmente la più determinante. E’ quell’11% degli utenti nota come influencer. Blogger affermati, personalità e star della rete che con un solo gesto (un tweet, una condivisione, un “mi piace”), possono spostare gli equilibri della reputazione di un brand.

Stabilita questa classificazione, saresti in grado di capire da che tipologia di utenti è composto il tuo pubblico?

MarcoTomasone.it

2 thoughts on “5 atteggiamenti tipici degli utenti social.

  1. Interessante articolo.
    Permettimi 2 domande questi “Influencer” possono essere ingaggiati dall’azienda che cerca di accrescere la fama di un brand in rete?
    Se sono Influencer come possono essere allo stesso modo obiettivi?
    Grazie

    Saluti

    1. Si, gli influencer possono essere “ingaggiati” (come dici tu) dalle aziende per parlare bene del loro brand. Un’operazione che avviene non necessariamente dietro compenso economico. Spesso gli influencer trovano realmente interessante un prodotto e quindi ne parlano, innescando un gran passaparola che -di fatto- fa un gran favore al brand. Giustamente sollevi il problema (reale) della loro obiettività. La rete è piena di influencer “assoldati” dai brand, l’importante è saperli riconoscere 🙂

Lascia un commento