5 consigli per fare personal branding su Twitter

Marco Tomasone personal branding twitter
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Personal branding e social media: Twitter.

Nato nel marzo del 2006, Twitter è (con Facebook) il social media per antonomasia. Pur non godendo di ottima salute (in Italia si contano ad oggi “solo” 6 milioni di utenti attivi), Twitter è un mezzo dalle enormi potenzialità per far crescere il tuo personal branding.

Trova le differenze

Le differenze tra la piattaforma creata da Jack Dorsey e la creatura, ormai cresciutissima, di Mark Zuckerberg sono notevoli.

In primis bisogna dire che Twitter è un social media basato sul microblogging. Puoi esprimerti con contributi limitati a soli 140 caratteri.
La seconda grande differenza è quella legata alla “temporalità” di ogni cinguettio (in inglese tweet).
Mentre su Facebook (ed in generale sulla maggioranza dei social network) un post può “galleggiare” settimane nel feed, su Twitter resiste per un periodo di tempo limitatissimo (se ti va bene poco più di un’ora), inghiottito dal continuo flusso di informazioni provenienti dagli altri utenti.

L’uso di Twitter non è immediato. In molti lo abbandonano perché non riscontrano la stessa facilità d’uso di altri social. Come dicevo in apertura, però, la piattaforma di Dorsey può offrire una cassa di risonanza assolutamente unica al tuo personal brand.

Per sua natura Twitter non mette in gioco la privacy dell’utente. Non è invasivo. E così, non di rado, guru e vip di turno possono interagire con i tuoi tweet.

Poter disporre dell’attenzione di un network di persone prestigioso e qualificato è un vantaggio incredibile per il tuo personal brand. Un’opportunità da sfruttare al massimo.

Ecco cinque semplici consigli per far crescere il tuo personal brand su Twitter.

1. cura il tuo profilo

Se vuoi far colpo su Twitter, oltre che dire cose sensate ed interessanti, dovrai preoccuparti di curare in ogni dettaglio il tuo profilo. Prima di tutto cerca di evitare pseudonimi. Presentati con il tuo nome e cognome.  Aggiungi subito una bella foto con il tuo volto in primo piano (possibilmente la stessa che usi negli altri social) ed accompagnala con un’immagine di copertina che riassuma la tua personalità o il tuo motto. La combinazione di questi elementi aiuta a capire quanta attenzione dedichi alla tua presenza su questo mezzo. Stesso discorso, se non più importante, per la biografia. Quando qualcuno deve decidere se seguirti o meno, l’unico elemento disponibile per approfondire la tua conoscenza è la biografia. In 160 caratteri devi essere in grado di raccontarti in maniera esaustiva ed accattivante. La bio di Twitter è fondamentale anche perché è sistematicamente indicizzata da Google come uno dei risultati più rilevanti da collegare al tuo nome. Roba da poco, no?

Marco Tomasone Twitter
Il mio profilo Twitter con foto e immagine coerenti con il mio personal branding.

2. scrivi bene i tuoi tweet

Abbiamo già detto come su Twitter siano solo 140 i caratteri a disposizione. Per scrivere un buon cinguettio, dunque, dovrai per forza di cose essere sintetico. Ma non solo. Sarà importante scegliere gli hashtag giusti. Gli hashtag (identificati dal simbolo cancelletto #) creano un collegamento ipertestuale ai messaggi che recano la stessa parola, permettendo a chi è interessato di trovarli rapidamente. Puoi decidere di integrarli nel testo del messaggio o sistemarli alla fine dello stesso.
Se invece vuoi attirare l’attenzione di un contatto puoi inserire nel contenuto la cosiddetta menzione, rappresentata dal simbolo @ seguito dal nome dell’utente che si vuole citare. Generalmente ad una menzione segue sempre una risposta del diretto interessato.
Per dare maggiori possibilità al tuo tweet di essere notato nel tumultuoso feed di Twitter, ti consiglio di abbinarlo sempre ad un’immagine. Secondo uno studio condotto da BufferApp, i click su un tweet con immagini aumentano del 18% rispetto a quelli formati da solo testo.
Ultimo consiglio sui link da riportare nel tuo messaggio. Se sono troppo lunghi puoi usare risorse online come Bitly per accorciarle e renderle meno invasive.

Marco Tomasone Twitter
Un esempio di tweet che integra al meglio hashtag, link e menzioni.

3. segui e sarai seguito

Te lo dico subito: non acquistare in rete i tuoi follower. Non comprarli un tot al chilo. Evita queste strategie purtroppo molto diffuse. Non è il numero di seguaci che determinano la qualità del tuo brand. Anzi. Spesso inquinano la tua audience rivelandosi controproducenti.
Per conquistare follower posso consigliarti due strategie. La prima è basata sui contenuti. Devi presentare messaggi di valore, che si prestino ad essere retwittati generando così maggiore “attenzione” intorno al tuo nome. La seconda può essere sintetizzata nel motto “segui e sarai seguito”. Scegli bene chi seguire. Crea una rete di contatti affini, vicini al tuo mondo. Vedrai che la maggior parte di loro, se risulterai credibile, ricambierà il favore diventando un tuo seguace.

4. rispetta il galateo

Cita le fonti se retwitti contenuti altrui e ringrazia coloro che ripropongono i tuoi. Non lesinare con i cuoricini (apprezzamenti) e fai sentire importante ogni nuovo follower. Molti, in tal senso, usano un sistema automatico che genera messaggi di ringraziamento ai nuovi seguaci. Personalmente non li amo. Li trovo sempre un po’ freddi e impersonali, ma se non hai il tempo di dedicarti ad ogni nuovo contatto, forse dovresti prenderli in considerazione.

5. insisti e persisti

Come ho ripetuto più volte un percorso di personal branding richiede tempo e pazienza. Bisogna essere costanti nelle proprie azioni ed insistere con le sollecitazioni. Twitter in tal senso è emblematico. Per ottenere visibilità su questo mezzo devi insistere e persistere. Non basta un tweet al giorno. Per far percepire la tua presenza devi “martellare” la tua audience. Occhio però a non esagerare sconfinando nello spam. Scegli bene gli orari nel quale far sentire la tua voce, senza mai dimenticare la qualità dei tuoi interventi. Quando scelgo chi seguire vedo anche la frequenza con cui twitta. Collegarsi con qualcuno che scrive con la stessa frequenza con cui viene pronunciata una frase sensata al Grande Fratello è inutile, non credi?

Marco Tomasone - personal branding

 

 

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