6 consigli per fare del public speaking efficace

public speaking
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Il public speaking come strumento di personal branding.

Come ti ho raccontato più volte, il personal branding può (e deve) essere praticato anche nel mondo reale. In precedenza ho dedicato articoli specifici al curriculum vitae ed al biglietto da visita, veri e propri baluardi della promozione personale tradizionale. Oggi mi voglio concentrare su un tassello altrettanto fondamentale per fare personal branding offline: il public speaking.

Parlare in pubblico è un grosso ed importante banco di prova per il tuo personal branding.
Anche se per molti rappresenta uno scoglio insormontabile (più avanti ti darò qualche consiglio su come superare la cosiddetta glossofobia), parlare “faccia a faccia” con il tuo pubblico è, ad un determinato punto del tuo percorso, un atto naturale che può far compiere un decisivo salto di qualità al tuo personal brand.

ti consolida come esperto

Fare public speaking attraverso convention, meeting di lavoro o tenendo corsi e lezioni aumenterà in maniera esponenziale la tua credibilità e favorirà il tuo essere percepito come esperto.
Dando per scontato che tu sappia di cosa parli, la gente non potrà che apprezzare la tua padronanza della materia e, come la più semplice delle associazioni di idee, ricorderà il tuo nome quando si dovrà trattare l’argomento cui è legato il tuo brand.

ti rende più popolare

Con il public speaking puoi dare libero sfogo alla tua voglia di condivisione. Una caratteristiche che, se sincera ed appassionata, non potrà non lasciare un segno indelebile in chi ti segue. Più diffonderai contributi di valore, maggiore sarà il numero di persone che parlerà di te e condividerà i tuoi pensieri (nei social ma non solo). Il public speaking è un potentissimo amplificatore per il tuo brand.

ti fa amare di più

Parlare dal vivo, senza alcun filtro, è un modo unico per entrare in empatia con le persone. Quando le guardi negli occhi, mostri i tuoi difetti (ebbene si, anche quelli fanno parte del tuo personal brand), le fai sorridere e le permetti di entrare nel tuo mondo, crei una connessione fortissima. Un legame che potrà farti ottenere un “amore incondizionato” dagli altri che presto diventeranno tuoi fan, follower o semplici ammiratori. Parlare resta il modo più efficace per lasciare il segno.

Come dicevo in apertura, però, per molti il public speaking rappresenta un ostacolo duro da superare.
Evitando di scimmiottare psicologi e motivatori, non ti parlerò di gestione dell’ansia, di tecniche di respirazione o posture adeguate. Cercherò semplicemente di fornirti sei consigli pratici in grado di aiutarti a superare questa fobia e dar vita ad un discorso in pubblico efficace e coinvolgente.

1. non perdere il filo

L’elemento imprescindibile per ogni buon discorso è il filo conduttore. È di assoluta importanza focalizzarsi su un’idea portante che tenga incollato il pubblico alla tua esposizione. Qualche divagazione ti è concessa, ma senza eccessi. Resta sempre ancorato al tema portante e quando senti che ti stai allontanando troppo rientra subito nei ranghi. Se sei confuso nell’esposizione perderai subito attenzione.

2. disegna la struttura

Per quanto concerne la struttura, riprendendo la teorizzazione di Sir Ken Robinson (C. Anderson, Come parlare in pubblico, 2017) uno schema ideale può essere quello che prevede:

1. Un’introduzione sul tema che tratterai

2. Un contesto dove collocare il tuo intervento

3. Dei concetti principali (non troppi)

4. Delle implicazioni pratiche

5. Delle conclusioni

Ovviamente ognuno rimodula la struttura secondo i propri tempi ed inclinazioni. L’importante è averne una ben collaudata.

3. mettiti in discussione

Poniti queste domande: il mio argomento interessa? Incuriosisce? Apporta valore a chi mi ascolta? Riuscirò a rispondere ad ogni quesito? Posso dire tutto quello che devo nel tempo assegnatomi? Ovviamente è importante che ogni risposta sia affermativa. In caso contrario cerca di capire come renderla tale riorganizzando il tuo discorso.

4. pensa alla platea

Conoscere bene che tipo di interlocutore si ha di fronte è fondamentale. Solo così potrai preparare un discorso incentrato sulle sue necessità. Nel public speaking, ogni intervento va modellato in base a chi ascolta. Se utilizzi dei discorsi “preconfezionati”, buoni “per tutte le stagioni”, non otterrai mai il giusto coinvolgimento da parte di chi ti ascolta e la tua credibilità ne risentirà.

5. cerca complici

Uno dei modi più semplici per superare l’impatto con una platea (sia essa formata da 10 o 1000 persone) è utilizzare quello che ho ribattezzato “metodo dei complici”.
Prima di iniziare a parlare prenditi qualche minuto. Scruta la primissime file e, giocando con il contatto visivo, cerca un paio di persone ai due estremi della sala con cui avverti una sintonia “a pelle”. Una volta stabilito il contatto portalo avanti per tutta la durata del tuo intervento.
Nei momenti di difficoltà cerca il loro sguardo. La loro approvazione. Vedrai che tutto il resto della platea sparirà. In questo modo potrai tranquillizzarti e concludere il tuo pezzo senza intoppi.

Se proprio non riesci a guardare negli occhi le persone, prova a concentrare lo sguardo su determinati punti della sala. Non è proprio la stessa cosa, ma l’effetto dovrebbe calmarti ugualmente.

6. tieni il ritmo

Un pubblico annoiato e assente è uno dei peggiori incubi per ogni oratore. Se vuoi evitare che la tua platea abbia lo stesso entusiasmo di Fantozzi e soci davanti all’ennesima proiezione della “Corazzata Potëmkin” devi giocare molto sul ritmo del tuo intervento. In primo luogo il tuo tono di voce deve essere sempre brillante, mai monocorde. Modulalo, crea enfasi in determinati momenti e rilassalo in altri. Usa immagini dal forte impatto visivo e parole (senza esagerare però) ricche di forza e significato. Se possibile interagisci con la platea, sollecitandola con domande (mai complesse) e pareri. Tutto fluirà in modo rapido e divertente.

Cosa pensi di questi 6 consigli? Li segui già? Sono curioso di conoscere la tua opinione…ovviamente con un bel discorso in pubblico!

Marco Tomasone

 

 

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