A chi serve il personal branding?

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socialSpesso mi viene chiesto a chi serva davvero il personal branding. La risposta alla domanda è quanto mai semplice: il personal branding serve alla stragrande maggioranza di noi.

Artisti, liberi professionisti, blogger, giornalisti, designer, manager ed ovviamente giovani in cerca di occupazione. Il personal branding serve in pratica a tutti. O meglio serve a chi avverte la necessità di comunicare correttamente ed efficacemente (con azioni che coinvolgono sia l’online che l’offline) la propria singolarità, la propria unicità in un determinato campo.

Mi piace pensare al personal branding come una sorta di grimaldello in grado di forzare e scardinare le porte dell’anonimato all’interno del mercato del lavoro. Curare la propria immagine e comunicare al meglio le proprie competenze può risultare determinate in un’epoca dove diverse aziende scelgono le figure professionali di cui hanno bisogno attraverso i principali canali della rete social.

Un amico che si occupava di selezione del personale, una volta ricevuto il tradizionale curriculum vitae, effettuava una prima scrematura semplicemente “studiando” il profilo Facebook dei candidati. Non era folle. Usava il canale social in questione semplicemente per “saperne di più” su un potenziale nuovo assunto.

Appare evidente la grande opportunità (e responsabilità) che i mezzi oggi a nostra disposizione ci riservano: essere i principali artefici della costruzione della nostra immagine.Dobbiamo diventare come le grandi aziende che curano il proprio marchio sotto ogni punto di vista. Difendendone costantemente il valore, la credibilità e l’unicità.

Lavorando bene sulla nostra “immagine personale” potremmo costruirci una storia, una reputazione, un pubblico (e quindi un mercato), pronto a riconoscere il nostro valore. Tutte armi sensazionali che potranno fare la differenza nel momento della scelta tra noi ed un altro candidato. Come ricorda Luca Centenaro nel libro di riferimento Personal Branding

“Soprattutto in tempi difficili, si tende a commissionare attività e progetti a persone la cui affidabilità è comprovata.”

Che aspettate allora? Affilate le armi, pardon, affinate il vostro personal brand.

MarcoTomasone

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7 thoughts on “A chi serve il personal branding?

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